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MiCA: accordo raggiunto. Principali novità.

Il 30 giugno 2022, Presidenza del Consiglio e Parlamento europeo hanno annunciato di aver trovato un accordo provvisorio sulla proposta di regolamento in materia di Mercati delle cripto-attività (MiCA). Il regolamento, che rientra nel più ampio pacchetto predisposto dalla Commissione europea per la finanza digitale, una volta adottato, disciplinerà in maniera uniforme sul territorio dell’Unione l’emissione di cripto-attività cc.dd. utility token, delle cc. dd. stablecoin (nella duplice declinazione di token collegati ad attività - ART - e token di moneta elettronica - TME) e la fornitura di servizi per le cripto-attività.

Come già evidente nella proposta originaria della Commissione, il regolamento sarà predisposto nell’ottica, comune agli altri interventi normativi dell’Unione in materia di mercati finanziari, della tutela dei consumatori-risparmiatori, nonché dell’integrità del mercato.

Il testo dell’accordo non è stato ancora pubblicato ma, da quanto si apprende dal Comunicato stampa 551/22 del Consiglio, il regolamento prevederà requisiti stringenti per gli emittenti e i fornitori di servizi legati alle cripto-attività.

Con specifico riferimento alle cc. dd. stablecoin, gli emittenti dovranno avere sede legale in uno degli Stati membri e dovranno costituire una riserva sufficientemente liquida, con un rapporto 1/1 e in parte sotto forma di depositi. E' inoltre previsto, per gli emittenti di ART, l'obbligo di dotarsi di un piano, da riesaminare ed aggiornare periodicamente, che sia adeguato al fine di sostenere la liquidazione ordinata delle proprie attività, senza causare perdite ai possessori dei token o alla stabilità dei mercati delle attività oggetto della riserva.

I titolari di stablecoin, sulla scorta di quanto previsto dalla disciplina dettata in tema di moneta elettronica, potranno chiedere all’emittente in qualsiasi momento e gratuitamente il rimborso. Sarà prevista inoltre la vigilanza dell’ABE e dell'autorità che ciascuno Stato membro dovrà appositamente incaricare della supervisione del settore.

La disciplina delle stablecoin, in particolare nella forma dei cc.dd. e-money tokens, sembrerebbe, pertanto, essere significativamente attratta a quella a cui sono sottoposti gli istituti di moneta elettronica.

Sono, inoltre, previste esenzioni per le emissioni sotto una certa soglia di rilevanza (nella proposta fissata a € 5 mln nell'arco di 12 mesi) e per quelle rivolte esclusivamente ad intermediari qualificati. Viceversa, una disciplina maggiormente rigorosa è prevista rispetto alle emissioni di token “significativi”, in base a criteri che saranno adottati dall’EBA.

Sarà interessante verificare se avrà prevalso la linea del Parlamento, incline ad adottare un approccio basato sul principio same activity -same risks - same rules, oppure quella del Consiglio, che proponeva, in sede di trilogo, una disciplina specifica per gli istituti di credito già autorizzati.

Il comunicato sottolinea la particolare attenzione del regolamento all’impatto ambientale delle cripto-attività, i fornitori di servizi saranno infatti tenuti a dichiarare le informazioni relative alla loro impronta ambientale e climatica. In materia è previsto anche l’intervento dell’ESMA e della Commissione.

Per comprendere in maniera approfondita le motivazioni che assistono le scelte di policy che saranno adottate nel regolamento, è interessante consultare lo studio commissionato dal Comitato ECON del Parlamento europeo sul fenomeno del c.d. “shadow banking”, pubblicato a giugno 2021, che tratta anche il ruolo di asset crittografici e stablecoins.

In attesa dell’adozione del regolamento attraverso la procedura formale, l’accordo rappresenta un importante passo in avanti nel processo volto a colmare le lacune e la disomogeneità normativa dell’ordinamento dell’Unione e degli Stati membri.

Nelle ultime settimane, probabilmente anche in seguito al collasso del protocollo Terra/Luna, oltre all’UE, hanno fatto importanti passi in avanti nella regolamentazione gli Stati uniti, dove di recente è stato presentato un disegno di legge bipartisan in materia, considerato dagli operatori del settore "cripto-friendly", e il Regno Unito, che ha annunciato l’imminente adozione di una disciplina specifica sul tema delle stablecoins.

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