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Contratti Pubblici

Esperti nei contratti pubblici e nel PPP

Lo Studio offre assistenza dedicata sia alle Pubbliche Amministrazioni sia alle imprese, coprendo l'intero spettro dell'ambito di applicazione dei d.lgs. n. 50/2016 e n. 36/2023, compresa la normativa emergenziale e relativa al PNRR.

Attività di consulenza

La nostra comprovata competenza si estende alle seguenti fasi chiave:

  • supporto nella partecipazione alle gare di appalti e concessioni, con specifico riferimento a:

la preparazione della documentazione occorrente

la negoziazione delle garanzie

l'interpretazione di bandi, disciplinari, determinazioni etc., compresa la formulazione di quesiti alla stazione appaltante

la strutturazione di accordi di RTI e di altre tipologie di partnership, contrattuali o societarie

i rapporti con gli eventuali subfornitori;

  • gestione preventiva delle controversie, comprese:

la formulazione delle riserve

le modifiche dei contratti, incluse le varianti e le revisioni prezzi

la partecipazione ai CCT

il raggiungimento di accordi bonari, le transazioni e gli arbitrati

l'interlocuzione partecipativa riferita ad anticipazioni e pagamenti;

  • partecipazione procedimentale nei rapporti con l'ANAC con riferimento a procedimenti di vigilanza
  • rendicontazione della spesa

Collaboriamo stabilmente con ANCI Digitale, sia offrendo formazione specifica su questo settore, sia per fornire supporto ai Comuni, rispondendo a quesiti operativi con estrema tempestività.

Attività giudiziale

Assistiamo gli operatori economici in tutte le controversie in tema di contratti pubblici.

Consulenza specializzata in tema di Finanza di Progetto e altre forme di partenariato pubblico-privato

La nostra consulenza altamente specializzata in materia di project financing inizia già dalla fase di elaborazione del Piano Economico Finanziario. Offriamo un supporto competente e strategico per affrontare le sfide di questa complessa forma di realizzazione degli obiettivi delle PP.AA.

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7.1.2024

L’esercizio del diritto di prelazione da parte del promotore nella finanza di progetto

Il Consiglio di Stato si è pronunciato sui margini di intervento migliorativo e di adeguamento alle esigenze della Stazione appaltante nella fase di esercizio del diritto di prelazione da parte del promotore nell'istituto del project financing. Il Collegio ha escluso la legittimità dell’esercizio del diritto di prelazione in assenza di una totale identità tra la proposta dell’aggiudicatario e quella del promotore.

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27.12.2023

Sui limiti alla circolazione dei beni culturali

Il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla possibilità di limitare il trasferimento all’estero di opere d’arte appartenenti a privati, qualora l’uscita di tali opere dal territorio italiano possa compromettere l’integrità e la completezza del patrimonio culturale della Nazione. Nel caso di specie, il proprietario di un quadro di un famoso pittore tedesco aveva richiesto al Ministero della Cultura il rilascio dell’attestato di libera circolazione ed il Ministero aveva negato il rilascio di tale attestato alla luce di una istruttoria nella quale veniva evidenziata la rarità dell’opera straniera in questione e la forte attinenza di tale opera al territorio italiano. Invero, ai sensi del combinato disposto dell’art. 68 e dell’art. 10 del Codice dei beni culturali (d.lgs. n. 42/2004), l’Amministrazione può negare il rilascio dell’attestato di libera circolazione di opere appartenenti a privati laddove queste presentino un interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico eccezionale per l'integrità e la completezza del patrimonio culturale della Nazione. Nel caso di specie, la valutazione svolta dall’Amministrazione ai fini dell’adozione del provvedimento di diniego risultava adeguatamente motivata con riferimento ad una serie di criteri quali la rarità dell’opera, l’altissima qualità dell’opera, il legame dell’opera e del percorso artistico del pittore con il nostro Paese, ecc. A tale valutazione andava aggiunta la considerazione circa l’eccezionale rilevanza del bene ai fini della integrità e della completezza del patrimonio culturale della Nazione (art. 10 del Codice). Pertanto, poiché nella fattispecie ricorrevano entrambe queste circostanze, il Collegio ha ritenuto legittimo il divieto posto dall’Amministrazione sulla esportazione del bene culturale in questione.

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